© 2018 Massimo Mussapi

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QUANDO GLI OGGETTI PARLANO

Quando mi è venuta l’idea di questo porta ombrelli, mi sembrava impossibile che non lo avesse già fatto qualcuno*.

Questa infatti è la forma più naturale

(un cono grande accoglie in modo ottimale coni piccoli), che dice chiaro e tondo  “sono un porta ombrelli, il tuo ombrello mettilo qui”. Certo quando un oggetto parla rende la vita un po’ più facile.

 

Recentemente ho progettato un appendiabiti parlante, letteralmente,

nel senso che ti saluta con varie frasi a piacere quando appendi l’abito. Siamo abituati da tempo a parlare con dispositivi elettronici, però sempre per motivi funzionali, ma questo è diverso, perché entra nella nostra sfera privata, dove non ce lo aspettiamo. E’ una sorta di “salto di qualità” nel processo

di mutazione degli oggetti verso una sempre maggiore umanizzazione che apre nuovi inquietanti e intriganti orizzonti  al mondo del design. E magari

il prossimo porta ombrelli quando esci di casa ti avvertirà: ”ehi, guarda che sta per piovere, prendi l’ombrello!”

 

* in realtà qualcuno lo aveva fatto prima di me, e chi se non un indovino? Questo è l’esemplare che, anni dopo aver progettato il mio, ho fotografato nella sala d’aspetto

del tugurio di un fortune-teller taiwanese che, a parte questo, non ne ha azzeccata neanche una.